Trapianti renali nei bambini Lucca

Queste pagine offrono interessanti e utili approfondimenti e informazioni locali che ti possono aiutare ad avere tutte le informazioni che ti servono per quanto riguarda la salute dei bambini. In questo caso stiamo parlando dei trapianti di reni nei bambini. Leggi l'approfondimento di www.guidagenitori.it e consulta la lista di specialisti a Lucca.

Imprese Locali

Per tutte le informazioni relative a questa pagina contatta:nSphere.
Studi Medici Viale Puccini Di Francesconi Barbara
(058) 351-1051
vl. Puccini 1780
Lucca

Informazione fornita da
Orlandi Dr. Sergio Studio Dentistico
335 437618 0583 515003
vl. Puccini 1602/e
Lucca

Informazione fornita da
Studi Medici San Luca Centro Specialistico Arancio
(058) 308-0338
v. Romana 35
Lucca

Informazione fornita da
Centro Ricerche Cliniche Srl
050 503020
v. Pisano Bonanno 36
Pisa

Informazione fornita da
Pistoia Stefania Endocrinologia
050 560469 333 9494234
v. Gello 17
Pisa

Informazione fornita da
Massei Prof. Pietro
(348) 224-1562
v. Ospedale (Ospedale Campo di Marte) 1
Lucca

Informazione fornita da
Centro Specialistico Arancio
0583 495482 0583 080338
v. Romana 35
Lucca

Informazione fornita da
Specialista In Chirurgia Plastica Ricostruttiva Ed Estetica Prof. Massei Alessandro
050 879535 050 586217 0583 4654
v. Cisanello 1/a
Pisa

Informazione fornita da
My Beauty Clinic Dott.Ssa Chiara Santerini - Dott. Cristiano Biagi
(050) 314-3680
v. Volpe (localita' Ospedaletto) 78
Pisa

Informazione fornita da
Vittorugo Agostini
Via G. Caccini 2/a
Firenze
Specializzazione
Otorinolaringoiatra

Informazione fornita da
Informazione fornita da

Trapianti renali nei bambini

Pubblicato Lunedì, 21 Maggio 2001 12:00 Scritto da La redazione

Nuovi studi hanno portato ad una notevole riduzione dei casi di rigetto dopo il trattamento chirurgico

Negli ultimi 20 anni sono stati condotti molteplici studi, che hanno enormemente ampliato le nostre conoscenze sulle problematiche concernenti il trapianto d’organo in età pediatrica. Vi è stato un costante lavoro per ottimizzare la preparazione del paziente candidato al trapianto, la selezione del donatore e del ricevente per compatibilità immunologica, la conservazione dell’organo dal donatore al ricevente, le tecniche chirurgiche, le terapie immunosoppressive, la gestione del paziente nell’immediato post-trapianto e quella a lungo termine. Tutto questo ha portato ad un progressivo miglioramento dei risultati, ma la sopravvivenza dell’organo a lungo termine rappresenta ancora oggi un problema aperto, su cui si sta concentrando la maggior parte degli studi sperimentali. Considerata ad esempio la popolazione pediatrica che ha ricevuto un trapianto renale da donatore cadavere nel 1987-1988, rispetto a quella del 1997-1998, la sopravvivenza dell’organo dopo un anno è passata dal 71% al 93%, e per quelli che hanno ricevuto l’organo da un donatore vivente è salita dall’88% al 94%.
Molti fattori hanno contribuito a migliorare tali risultati, come le dosi più alte di ciclosporina A, la riduzione di trasfusioni pre-trapianto e l’eliminazione dell’utilizzazione dei reni infantili. Vi è stato inoltre un miglioramento nei casi di perdita dell’organo dovuta ad episodi di rigetto acuto (immediato), ma non altrettanto si è ottenuto per quello che riguarda il rigetto cronico (a distanza di tempo dal trapianto), e quindi per ciò che riguarda i risultati a lungo termine.

La probabilità di sviluppare un rigetto acuto nel primo anno dopo il trapianto si è ridotta al 47% nei trapianti renali da donatore cadavere ed al 40% nei trapianti da donatore vivente; la probabilità di sopravvivenza del rene trapiantato dopo 5 anni in quest’ultimo gruppo è stata stimata del 78,5%. Sono stati condotti vari studi statunitensi e francesi per individuare i fattori di rischio che conducevano all’insorgenza del rigetto cronico, e tutti hanno portato alla medesima conclusione: il rigetto cronico come causa di perdita dell’organo è significativamente più comune in riceventi che hanno avuto più di un rigetto in passato, rispetto a quelli che ne abbiano presentato uno solo (34,8% contro l’8,9%).
Gli studi in corso sono quindi per lo più rivolti a prevenire i rigetti acuti e quindi ritardare l’insorgenza del rigetto cronico, per arrivare all’obiettivo finale che è la completa tolleranza, a tempo indeterminato, dell’organo trapiantato. Per capire perché un rene viene rigettato bisogna considerare diversi fattori, il principale dei quali è l’intolleranza da parte del sistema immunitario che considera “e...

Clicca qui per leggere il resto dell' articolo su Guida Genitori