Pre-eccitazione ventricolare Viterbo

Queste pagine offrono interessanti e utili approfondimenti e informazioni locali che ti possono aiutare ad avere tutte le informazioni che ti servono per quanto riguarda la salute dei bambini. In questo caso stiamo parlando di pre-eccitazione ventricolare che e' un disturbo che porta a delle situazioni di tachicardia. Leggi l'approfondimento di www.guidagenitori.it e consulta la lista di specialisti a Viterbo.

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Quando il cuore va “fuori tempo”

Pubblicato Mercoledì, 10 Marzo 2010 12:40 Scritto da La redazione

Quando il cuore va “fuori tempo”

Grazie all’aumentato ricorso all’ECG sempre più spesso si scopre la presenza di una pre-eccitazione ventricolare nei bambini: ecco di cosa si tratta e quali sono le conseguenze.

La pre-eccitazione ventricolare viene provocata da un’anomalia del tessuto di conduzione cardiaco, cioè una trama di “fili elettrici” che diffondono lo stimolo che consente al cuore di contrarsi ritmicamente. Questa disfunzione consiste nella presenza di una doppia connessione fra gli atri, la porzione superiore del cuore che riceve il sangue, ed i ventricoli, le camere che pompano il sangue nella circolazione. A causa di questa doppia connessione, uno stimolo elettrico che dagli atri si diffonde ai ventricoli, può tornare indietro, verso gli atri, rieccitandoli prima del tempo e causando un’irregolarità del battito cardiaco, che diviene così molto più frequente della norma. Sempre per la presenza di questa anomalia, l’eccessiva accelerazione della frequenza del battito che si origina negli atri (come in corso di un’aritmia che si chiama fibrillazione atriale), può non venire bloccata a livello della giunzione fra atri e ventricoli, come avverrebbe se passasse per la via normale, e causare un ritmo così veloce da rendere praticamente inefficiente la contrazione del cuore.

La tachicardia come primo segnale
La persona che presenta questa anomalia può non esserne a conoscenza fino a quando non esegue un elettrocardiogramma, o fino a che non accusa improvvisamente un’accelerazione molto forte della frequenza cardiaca, detta tachicardia, molto spesso associata a sensazione di dolore al petto, o mancanza di respiro. Questa tachicardia può essere molto mal tollerata se si manifesta durante lo svolgimento di un’intensa attività fisica, ovvero quando si sta già richiedendo al proprio organismo un impegno massimale, e può causare disturbi più o meno gravi, dalla semplice sensazione di malessere fino allo svenimento con perdita di conoscenza. Nei portatori di quest’anomalia il teorico rischio di una tachicardia in corso di attività sportiva è così importante che i medici sconsigliano una pratica sportiva intensa.

Un elettrocardiogramma di controllo
I medici sportivi, a loro volta, non rilasciano la certificazione necessaria per poter praticare l’agonismo, se non dopo una serie di esami molto approfonditi che rassicurino sull’eventuale insorgenza di aritmie a frequenza troppo alta. Questi esami consistono in una registrazione elettrocardiografica continua per 24 ore, in un cosiddetto test da sforzo (cioè la registrazione dell’elettrocardiogramma effettuata mentre si esegue uno sforzo massimale) e, soprattutto nella registrazione di un elettrocardiogramma ottenuto ingoiando in sottile strumento di registrazione (elettrodo) che, all’interno dello stomaco si trova vicinissimo agli atri cardiaci. Questo “elettrodo” può non solo mostrare con precisione come si diffonde nel cuore lo stimolo elettrico, ...

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