Adozione Bari

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Tutte le difficoltà delle adozioni

Pubblicato Lunedì, 23 Maggio 2011 12:50 Scritto da La redazione

Tutte le difficoltà delle adozioni

Sono davvero tanti i bambini abbandonati e bisognosi di avere una famiglia e sono tante le coppie che aspettano anni per diventare genitori. La storia di un papà speciale.

Le coppie che scelgono la strada dell’adozione lo sanno: è una strada, questa, piena di ostacoli e di difficoltà, tale a volte da scoraggiare chiunque. E non si capisce nemmeno perché siano così tante, queste difficoltà. Perché i bambini che hanno bisogno di una famiglia, nel mondo, sono ben 145 milioni. Una cifra che fa paura. Dall’altra parte, ci sono tante famiglie, che possiedono i requisiti, che sopportano iter burocratici di esasperante lentezza prima di accogliere a casa un bambino. È giusto che i controlli ci siano, perché è indispensabile pensare al bene primario che è la tutela del minore e, quindi, la mamma e il papà che accoglieranno un bambino devono essere persone adeguate ed aver fatto un cammino anche formativo. Quello che non si capisce, è come mai l’iter delle adozioni sia così lento: dovrebbe durare sei mesi per l’idoneità e poi un anno e mezzo circa, teoricamente per l’adozione, eppure a volte passano addirittura cinque o sei anni dal momento in cui si presenta la domanda, a quello in cui il bambino arriva a casa. Alberto Gusmeroli, economista, è un padre adottivo. Si definisce “il papà più felice e orgoglioso del mondo” e per adottare, ha lottato, eccome, non solo per i suoi figli ma per altri bambini. Oggi ce lo racconta.

Ci può parlare delle sue esperienze e delle difficoltà dell’adozione?
Nel 2002, ero già papà di una bimba. Mia moglie ed io abbiamo deciso di intraprendere l’iter per una seconda adozione, un iter lunghissimo di cinque anni di cui l’ultimo tra il 2005 ed il 2006 da vera lotta contro tutto e tutti, contro il mondo, contro la burocrazia, contro la non volontà di molti di unire due eserciti pacifici che non si incontrano, quelli dei bambini in orfanatrofi nelle più diverse parti del mondo e le coppie che desiderano adottare. Nel 2005, a maggio, tramite un Ente autorizzato per le adozioni internazionali, abbiamo visitato un orfanatrofio nella Siberia centrale e abbracciato il nostro futuro figlio. Dopo una settimana di permanenza nei successivi due mesi saremmo dovuti ripartire per concludere l’iter adottivo, invece per tutto il 2005 nulla e così per altre 23 coppie appartenenti a questo Ente, che hanno vissuto la stessa nostra esperienza in quel terribile 2005. Prima di Natale ricevemmo la notizia delle autorità italiane dalla Commissione internazionale adozioni che tutti noi 23 coppie dovevamo dimenticarci di chi avevamo visto, conosciuto, abbracciato, dovevamo rassegnarci al fatto che sarebbero rimasti in orfanatrofio sino al 18 anno di età, perché in Russia le adozioni nazionali sono solo di bambini piccoli e i nostri erano grandicelli e nessuno li avrebbe mai più voluti. Tutto questo a causa della revoca dell’Ente autorizzato italiano, unico ad adottare in Si...

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